Giradischi DJ e giradischi Hifi: Sembrano uguali. In realtà fanno due mestieri diversi.

Ogni tanto, in negozio, arriva una domanda molto semplice: « Posso usare un giradischi da DJ per ascoltare musica a casa? »

La risposta è sì. Ma è anche una risposta incompleta.

Perché un giradischi da DJ e un giradischi hi-fi fanno, in apparenza, la stessa cosa: fanno ruotare un disco e permettono a una testina di leggere un solco. Eppure sono nati per due mestieri diversi. Non è una questione di qualità assoluta. È una questione di priorità.

Quando il giradischi diventa uno strumento

Per un DJ il giradischi non è soltanto un apparecchio di riproduzione. È uno strumento di lavoro: deve partire rapidamente, fermarsi con precisione, sopportare manipolazioni continue, consentire il cueing e, in certi casi, lo scratch. Deve restare affidabile anche in un ambiente difficile, con vibrazioni, volume elevato e utilizzo intenso.

Da qui derivano molte delle sue caratteristiche tecniche.

L'elevata coppia del motore consente al piatto di raggiungere velocemente la velocità corretta. Il controllo del pitch permette di modificarla con precisione. La struttura deve essere robusta e stabile. Il braccio e la testina devono mantenere il contatto con il solco anche quando il disco viene manipolato.

Non sono dettagli secondari. Sono la conseguenza diretta del lavoro che quel giradischi deve fare.

In hi-fi l'obiettivo è quasi opposto

Un giradischi hi-fi non deve reagire rapidamente alle mani di chi lo utilizza. Deve fare qualcosa di molto più discreto: deve cercare di interferire il meno possibile con ciò che è inciso nel disco.

Questo significa lavorare sulla stabilità della rotazione, sulla qualità del perno e del piatto, sull'isolamento dalle vibrazioni, sulla geometria del braccio e sul corretto accoppiamento fra braccio e testina.

Sono aspetti poco spettacolari. Ma è proprio qui che si gioca gran parte del risultato.

Un motore può trasmettere vibrazioni.
Un piatto può risuonare.
Un braccio può seguire il solco con maggiore o minore precisione.
Una testina può essere perfettamente compatibile con il braccio oppure lavorare in condizioni meno favorevoli.

Tutto questo accade mentre il disco gira. E quasi tutto avviene su scala microscopica.

Il motore non racconta tutta la storia

Si tende spesso a semplificare dicendo che i giradischi DJ sono a trazione diretta e quelli hi-fi a cinghia. È una distinzione comoda, ma non sempre corretta.

La trazione diretta è molto diffusa nel mondo DJ perché offre coppia elevata e risposta immediata.
La cinghia, invece, può aiutare a isolare il piatto dalle vibrazioni del motore ed è per questo molto utilizzata in hi-fi.

Ma esistono anche eccellenti giradischi hi-fi a trazione diretta.

La tecnologia, da sola, non basta quindi a definire la qualità o la destinazione di un progetto. Conta come viene utilizzata. Conta l'insieme.

Il braccio deve fare un lavoro quasi invisibile

Il braccio di un giradischi sembra un componente relativamente semplice. In realtà deve permettere alla testina di seguire un solco che cambia continuamente direzione, senza aggiungere movimenti indesiderati e senza ostacolare quelli necessari.

Nel mondo DJ, la robustezza e la capacità di mantenere stabile la lettura sono fondamentali.

In hi-fi diventano particolarmente importanti anche la massa effettiva del braccio, la sua geometria, la libertà dei cuscinetti e la compatibilità con la testina.

Sono parametri che raramente attirano l'attenzione di chi inizia ad ascoltare vinili. Eppure possono cambiare molto il modo in cui una testina lavora.

Il diamante non legge sempre nello stesso modo

La differenza diventa ancora più evidente quando si arriva alla testina.

Nel mondo DJ è molto importante che il diamante resti stabile nel solco e sopporti un utilizzo intenso. Per questo vengono spesso utilizzati profili robusti e adatti alle manipolazioni richieste da quel tipo di impiego.

In hi-fi, invece, si può privilegiare la capacità del diamante di seguire con grande precisione le modulazioni del solco. Qui entrano in gioco profili diversi: sferico, ellittico, line contact e altre geometrie ancora più raffinate.

Non significa semplicemente che uno sia “migliore” dell'altro. Significa che sono stati progettati con obiettivi diversi: Un diamante destinato al lavoro di un DJ deve garantire sicurezza e continuità. Uno destinato all'ascolto hi-fi può spingersi più lontano nella lettura delle informazioni contenute nel solco.

Anche la musica può far emergere le differenze

Non tutti i dischi mettono in evidenza le stesse qualità di un giradischi.

Un brano elettronico, una registrazione molto ritmica o un disco pensato per la pista possono farci percepire immediatamente la stabilità della rotazione, l'impatto e la precisione del ritmo.

Un quartetto d'archi, un pianoforte solo o una voce registrata con pochi strumenti chiedono altre cose. Qui diventano più evidenti il silenzio di fondo, la naturalezza dei timbri, il decadimento di una nota, le piccole variazioni dinamiche e la capacità di distinguere strumenti che occupano zone molto vicine dello spettro sonoro.

Non significa che esistano giradischi “per il jazz”, “per la classica” o “per l'elettronica”. Significa piuttosto che repertori diversi possono aiutarci a capire meglio quali siano le priorità di un sistema.

Ed è anche per questo che, quando si ascolta un giradischi, vale sempre la pena portare con sé qualche disco che si conosce davvero bene.

Le vibrazioni che non sentiamo direttamente

Un disco in vinile contiene variazioni infinitamente piccole. La testina deve trasformare quei movimenti minuscoli in un segnale elettrico.
Il problema è che non si muove soltanto il diamante…
Può vibrare il mobile.
Può vibrare il pavimento.
Può vibrare il piatto.
Può arrivare energia dai diffusori.

Per questo, in un giradischi hi-fi, il controllo delle vibrazioni assume un ruolo così importante.

Non si tratta di isolare il giradischi dal mondo, ma si tratta di evitare che movimenti che non appartengono alla registrazione vengano letti insieme a quelli che invece appartengono al disco.

Anche qui, il principio è semplice: meno il giradischi aggiunge, più il disco può parlare.

Quindi: un giradischi DJ va bene per ascoltare musica a casa?

Certo. E può farlo anche bene.

Ma vale la pena sapere per quale lavoro è stato progettato. Un giradischi DJ deve permettere a chi lo utilizza di intervenire sulla musica. Deve essere rapido, resistente, preciso nei comandi e affidabile nelle condizioni più difficili.

Un giradischi hi-fi cerca invece di fare quasi il contrario. Di intervenire il meno possibile. Di lasciare che il motore, il braccio, la testina e la struttura scompaiano, per quanto possibile, dietro ciò che è inciso nel solco.

Da fuori possono sembrare molto simili: un piatto, un braccio, una testina e un disco. Ma dietro quella somiglianza ci sono due idee diverse di ciò che un giradischi deve fare. E forse è proprio questa la domanda più utile da porsi prima di scegliere: non quale sia il giradischi migliore. Ma che cosa vogliamo chiedergli di fare con la musica.

Piccolo lessico del giradischi

Coppia
È la forza con cui il motore mette in movimento il piatto. Una coppia elevata permette di raggiungere rapidamente la velocità corretta ed è particolarmente utile nell'uso DJ.

Trazione diretta
Il motore agisce direttamente sul piatto. È una soluzione molto diffusa nei giradischi DJ, ma utilizzata anche in numerosi progetti hi-fi.

Trazione a cinghia
Il motore trasmette il movimento al piatto attraverso una cinghia. Può contribuire a ridurre la trasmissione delle vibrazioni del motore.

Pitch control
Permette di aumentare o diminuire leggermente la velocità di rotazione del disco. È fondamentale per sincronizzare due brani durante un mix.

Cueing
La preparazione precisa del punto da cui deve iniziare la riproduzione di un brano.

Testina
È il componente montato all'estremità del braccio che trasforma il movimento del diamante nel solco in un segnale elettrico.

Diamante
È la minuscola punta che segue fisicamente il solco del disco. La sua geometria influenza il modo in cui riesce a leggere le modulazioni incise.

Forza d'appoggio
È la pressione esercitata dal diamante sul disco. Deve essere regolata secondo le indicazioni del costruttore della testina.

Antiskating
È il sistema che compensa la forza che tende a trascinare il braccio verso il centro del disco durante la lettura.

Massa effettiva del braccio
Non corrisponde semplicemente al suo peso. È un parametro che contribuisce a determinare la compatibilità fra braccio e testina.

Compliance
Indica quanto facilmente la sospensione della testina permette al diamante di muoversi seguendo il solco. Deve essere considerata insieme alla massa del braccio.

Wow & flutter
Descrive piccole variazioni indesiderate della velocità di rotazione. Se diventano percepibili, possono alterare soprattutto le note lunghe e sostenute.

 

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